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Cos’è La Malattia Parodontale? Scopri Come Combatterla (PARTE 2)

Cos’è la malattia parodontale? Scopri come combatterla (PARTE 2)

Nella parodontologia è assolutamente normale trattare alcuni termini come ad esempio quello di malattia parodontale.

Nella malattia parodontale la presenza di placca batterica risulta essere una condizione necessaria ma spesso non sufficiente per sviluppare una patologia attiva. Inoltre il decorso, la gravità e quanto è diffusa la parodontopatia, sono fattori chiave che devono essere ponderati accuratamente per poter inquadrare esattamente il tipo di parodontopatia.

Dal punto di vista del paziente, c’è da dire che la malattia parodontale in genere dà pochi sintomi inizialmente e spesso questo porta le persone a rivolgersi al professionista tardivamente (ecco perchè consigliamo sempre di contattare il nostro studio dentistico di Roma San Giovanni per organizzare una normale visita di controllo). Eppure, curare la malattia parodontale e mantenere i propri denti è possibile.

Scopriamo di seguito come.

Come si cura la malattia parodontale

confronto tra dente normale e dente affetto da parodontitePuò sembrare banale, ma ad oggi l’unico rimedio veramente efficace contro la parodontopatia è la disgregazione del biofilm batterico e la prevenzione della sua formazione. Una valida terapia parodontale può essere ottenuta grazie alla collaborazione sinergica di specialisti dedicati, che si occupino sia del trattamento non-chirurgico della malattia parodontale che delle eventuali procedure chirurgiche.

I trattamenti professionali della malattia parodontale possono essere usati singolarmente o in combinazione, in uno o più momenti. I più comuni includono:

  • trattamenti non chirurgici: ovvero scaling e root planing, che consistono in una pulizia accurata delle superfici per rimuovere placca e tartaro dalle tasche parodontali profonde e rendere liscia la superficie radicolare del dente. Molti parodontologi sono d’accordo nel dire che dopo scaling e root planing molti pazienti non richiedono ulteriore trattamento, se non un mantenimento attivo e costante;
  • “graft” gengivali: si tratta di interventi di chirurgia plastica parodontale, che mirano a correggere i difetti della gengiva. Consistono in prelievi di tessuto gengivale da siti donatori, che consentono di riparare difetti dovuti a gengive ritirate (recessioni gengivali) e prevenire ulteriori retrazioni dovute a successive perdite di osso. I graft gengivali possono essere usati anche nel trattamento della perimplantite;
  • procedure rigenerative: una procedura rigenerativa può essere raccomandata quando l’osso di supporto del dente è stato distrutto dalla parodontopatia e un difetto osseo si è creato attorno al dente. In questi casi, è possibile rigenerare l’osso andato distrutto tramite il ricorso a membrane, innesti d’osso o proteine osteo-inducenti. La rigenerazione del tessuto osseo è una procedura utilizzatissima anche in quei casi in cui il dente è andato perduto e serve per ricreare nuovo osso in previsione di una futura terapia implantare;
  • chirurgia ossea resettiva: procedura comune in passato e ad oggi limitata soprattutto ai denti posteriori, la chirurgia ossea resettiva è un’altra alternativa validissima. Consiste in quel trattamento chirurgico parodontale che interviene sull’osso reso malconcio dalla malattia parodontale per ridargli un profilo anatomico corretto;
  • riduzione delle tasche parodontali: viene eseguita quando le tasche parodontali che circondano i denti sono troppo profonde da poter essere pulite in profondità, sia con strumenti professionali in studio che a casa.

Modalità di prevenzione della malattia parodontale

come prevenire la malattia parodontaleCome già detto prima, nelle parodontopatie la placca batterica rappresenta la condizione necessaria a produrre patologia. Tuttavia, affinché si abbia veramente lo sviluppo di malattia parodontale, c’è bisogno della compresenza di altri fattori scatenanti, quali la familiarità/predisposizione genetica alla parodontopatia, la presenza di malattie o condizioni sistemiche (diabete, ipertensione arteriosa, gravidanza, immunodepressione) e, molto frequentemente, abitudini di vita sbagliate, tipo il fumo.

Il precoce riconoscimento di questi fattori, ovvero l’attenta valutazione, gestione e controllo di tutte le condizioni predisponenti, è quindi sicuramente il primo passo per un’efficace prevenzione della parodontopatia; è assolutamente fondamentale che il paziente sia informato e consapevole di quelli che sono i fattori di rischio e le condizioni predisponenti, ma ancor più essenziale è che il paziente sia scrupoloso a sottoporsi periodicamente a seduta di igiene orale sopra- (ablazione tartaro) e sottogengivali (levigature radicolari) e che mantenga un’accurata igiene domiciliare con dispositivi meccanici tipo spazzolino (elettrico/manuale), filo interdentale e scovolino (leggi i nostri consigli su come mantenere una buona igiene dentale).

Da notare che la disgregazione della placca batterica deve avvenire almeno ogni 12 ore, perché altrimenti si rischia che la placca aderisca troppo tenacemente al dente e non possa essere rimossa dal paziente. Infine, i dentifrici fluorati non sono invece indicati perché questi rappresentano un utile ausilio contro la carie, ma molto meno per la parodontite.

Dottoressa Paola Falchetti

Titolare dello Studio Dentistico Dr.ssa Paola Falchetti di Roma San Giovanni.
Laureata con lode in Odontoiatria e Protesi dentaria nel 2007 presso l’Università “Cattolica del Sacro Cuore” di Roma.
È iscritta all’Albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma n. 5615.
Specializzata in Chirurgia Odontostomatologica nel 2011 presso l’Università “G.D’Annunzio” di Chieti.
Relatrice su metodiche implantari e ricostruttive collabora attivamente presso rinomati studi dentistici.

CV completo della Dottoressa Paola Falchetti
Dottoressa Paola Falchetti