skip to Main Content
Chiamaci per una visita gratuita 06 - 77201233
Bruxismo: Digrignare I Denti In Maniera Inconsapevole

Bruxismo: digrignare i denti in maniera inconsapevole

Cosa si intende con il termine bruxismo

Il bruxismo, ad oggi, è una della parafunzioni più comuni, se non la più frequente in assoluto; si definiscono con questo termine le attività anomale o eccezionali che non vengono svolte per raggiungere un obiettivo. Nello specifico la parola BRUXISMO deriva dal greco e vuol dire DIGRIGNAMENTO DEI DENTI.

Immaginiamo che la nostra muscolatura masticatoria dovrebbe attivarsi solo per consentire l’afferramento e la triturazione dei cibi e pertanto dovrebbe lavorare un certo numero di ore al giorno.

Nel caso di pazienti bruxisti avviene una contrazione involontaria di tali muscoli e, nel concreto, uno sfregamento, molto spesso associato ad un serramento, involontario e violento, dei denti delle due arcate, inferiore e superiore.

Il bruxismo è molto spesso notturno, pertanto i muscoli masticatori che di notte dovrebbero essere in condizioni di riposo hanno un sovraccarico di attività lavorativa che ne determina ipercontrazione e pertanto dolore. Il sistema masticatorio composto anche chiaramente dai denti, può essere pertanto fortemente compromesso, sino ad arrivare alla frattura di tali elementi perchè utilizzati in maniera impropria e prolungata.

Accade spesso che i pazienti affetti da bruxismo notturno, in particolari situazioni possano associare anche il serramento o bruxismo diurno; questa parafunzione affligge, per esempio, chi lavora molte ore al computer o svolge attività sedentarie che necessitano di molta concentrazione.

Andiamo con ordine e analizziamo ogni singolo aspetto che la problematica del digrignare i denti comporta.

Bruxismo: cause che possono portare a digrignare i denti in maniera inconsapevole

uomo che digrigna i denti, possibile causa di bruxismoPerché si digrignano i denti? Le cause del bruxismo non sono sempre chiare, spesso coinvolgono differenti fattori, collegati tra di loro, pertanto analizziamoli singolarmente:

  • stress e nervosismi: risulta essere la causa di gran lunga più frequente che determina tale abitudine viziata. Molti pazienti riferiscono infatti sintomi riconducibili al bruxismo solo in determinati momenti, per lo più momenti di tensione, ansia o stress di vario tipo;
  • disturbi del sonno: cambiare modo di riposare, un trasferimento in una nuova abitazione o semplicemente sonni poco riposanti possono determinare il digrignare i denti di notte come valvola di sfogo a tale disagio;
  • malocclusione: pazienti che non hanno un corretto allineamento dentale o presentano una sproporzione nelle proporzioni mandibola/mascella;
  • presenza di malattie neuro-degenerative nell’ambito delle quali il bruxismo può rappresentarne una manifestazione dovuta ad una risposta muscolare alla stessa malattia;
  • anche l’abuso di alcolici, di sostanze stupefacenti o il fumo potrebbero essere fattori implicati nell’insorgenza del bruxismo;
  • disturbi emotivi;
  • disturbi psicologici;
  • predisposizione familiare: talvolta si è osservato che tale problematica si presenta in soggetti appartenenti allo stesso nucleo familiare o viene addirittura trasmessa geneticamente.

Bruxismo nei bambini

bambino nell'atto di digrignare i dentiMolte mamme ci riferiscono che i loro bambini, in età molto precoce (3/4 anni)  digrignano di notte i denti. Possiamo ricondurre a due cause fondamentali e transitorie questo vizio infantile.

  • momenti legati a cambiamenti importanti: cambio della scuola, inizio di una attività sportiva agonistica, o tensioni di vario tipo;
  • respirazione orale: molti bambini che hanno problemi di tonsillite o infiammazione alle adenoidi, avendo difficoltà a respirare, respirano con la bocca chiudendola frequentemente e portando quindi a contatto i denti più frequentemente del normale. Pertanto in questo ultimo caso sarebbe bene ricorrere ad una visita pediatrica.

Quando i bambini digrignano i denti, talvolta la causa scatenante potrebbe essere ricercata nella presenza d’infiammazioni dell’orecchio (otiti) o disturbi dei denti (dolori ai denti); in simili frangenti, il bruxismo potrebbe rappresentare un tentativo, inconscio e probabilmente vano, di ridurre gli stimoli dolorosi percepiti dal bambino. Naturalmente, la causa responsabile del bruxismo nei bambini potrebbe essere anche di altra natura e molto spesso, come avviene per gli adulti, può essere determinata solo con l’aiuto di un medico.

Come si presenta il Bruxismo e quali sono le sue caratteristiche

Il bruxismo come già accennato si manifesta con l‘atto di digrignare i denti, che determina un rumore notturno, spesso percepito non tanto da chi ne è affetto che lo fa in maniera inconscia , ma dalle persone che lo ascoltano. Il serramento invece è un movimento dentale statico: si mantengono i denti stretti senza sfregarli, cosa che non produce alcun rumore.

Sia nel serramento che nel bruxismo abbiamo, però, una contrazione dei gruppi di muscoli masticatori, che in normali condizioni dovrebbero essere rilassati.

Secondo alcuni specialisti, inoltre, anche un minimo contatto fra i denti fa sì che via sia una contrazione di tale gruppo di muscoli ed espone l’individuo ad un potenziale rischio di sviluppare il bruxismo “vero e proprio” in presenza di condizioni predisponenti (ad esempio, stress, ansia, ecc.).

Il bruxismo è una situazione che nella stragrande maggioranza dei casi si presenza di notte, ma talvolta sempre in maniera inconscia può evidenziarsi di giorno, sempre purtroppo correlata a fenomeni di stress come le molte ore di lavoro consecutive o episodi di cambiamenti repentini.

Solitamente dura pochi secondi, ma può ripetersi più volte durante il sonno. Sulla base di alcune ricerche si è osservato che compaia nella seconda fase del sonno, talvolta raramente nella fase REM.

Bruxismo: sintomi con il quale si manifesta

donna affetta da bruxismo notturnoSe il bruxismo è un fenomeno inconscio, spesso ci si rende conto di soffrirne per i sintomi che esso può scatenare.

Nello specifico i pazienti parafunzionali riferiscono di avere dolenzia muscolare, spesso anche mal di denti, del tutto inconsapevoli che invece questi dolori diffusi siano dovuti al serramento. Talvolta possono manifestare secchezza delle fauci, dolore a livello mandibolare, affaticamento dei muscoli masticatori e nei casi più seri, o più gravi addirittura mal di testa, con cefalee spesso mattutine.

Analizzando nello specifico poi quanto accade nel cavo orale, osserviamo che nei pazienti bruxisti lo smalto può limarsi e assottigliarsi a causa delle continue sollecitazioni cui si trova sottoposto. Nei casi più gravi, soprattutto ripetuti nel tempo, si può arrivare addirittura ad esporre la dentina e a danneggiare il dente in profondità, determinando un importante aumento della sensibilità, e nei casi estremi addirittura dolore per esposizione della polpa dentale. In altri casi il bruxismo, se non trattato prontamente, infatti, può portare alla scheggiatura, incrinatura e perfino frattura dei denti, che poi devono essere necessariamente estratti. Talvolta è importante considerare che il bruxismo può danneggiare, laddove i denti non siano intatti , ma già trattati, precedenti lavori odontoiatrici: il digrignare o serrare i denti può comportare la rottura di otturazioni, faccette dentali, corone, ponti in ceramica, con necessità di rifacimento degli stessi e conseguentemente un importante costo biologico ed economico.

Importante e ultimo aspetto del bruxismo è il danneggiamento a lungo andare dell’articolazione temporo-mandibolare, dove i muscoli masticatori trovano la loro inserzione. Tali muscoli infatti, ipercontratti sollecitano  le articolazioni temporo-mandibolari che presentano, a loro volta, alla comparsa di dolori, rumori e schiocchi, infatti spesso i pazienti riferiscono dolore in zona auricolare, come avessero mal di orecchie, e talvolta addirittura acufeni.

Infine, ricordiamo che il bruxismo notturno può anche influenzare negativamente la qualità del sonno, portando allo sviluppo di tutte le conseguenze tipiche di un riposo notturno inadeguato e/o insufficiente.

Va precisato, tuttavia, che per arrivare ai danni più seri indotti dal bruxismo sopra descritti occorrono anni; per tale ragione, la diagnosi tempestiva è fondamentale.

Come si realizza una diagnosi di Bruxismo

Spesso chi vive affianco a un paziente che soffre di bruxismo ne segnala la rumorosità notturna dovuta allo sfregamento dei denti, ma questo non avviene sempre.

Se infatti ci troviamo difronte a serramento, il rumore non è percepibile e pertanto la diagnosi avviene in seguito ad una visita odontoiatrica, magari eseguita anche per motivazioni del tutto diverse. I pazienti arrivano alla nostra attenzione allarmati per mal di denti, spesso convinti di avere problemi al dente del giudizio. Un dentista esperto e con occhio allenato osserverà l’abrasione dentale, ma addirittura l’ipertrofia dei muscoli masticatori. Il dentista infatti con una specifica manovra intraorale può verificare una ipercontrazione di tali muscoli, spesso monolaterale, che causa al paziente dolore.

Importante inoltre la componente ansiosa di questa parafunzione. Ecco, quindi, che in alcuni di questi casi potrebbe essere necessario l’intervento di altri medici specialisti.

Bruxismo: cura per limitarne gli effetti

donna che indossa un bite per limitare gli effetti del bruxismoPer alleviare, mitigare tale problematica , oltre a trattarne le cause, cosa spesso difficile poichè non eradicabili definitivamente (vedi ansia/stress) occorre ricorrere ad ausili che evitino che i pazienti digrignino i denti. Inoltre abbiamo a disposizione delle strategie terapeutiche che possono ridurre l’entità delle cause che lo scatenano. Un rimedio per il bruxismo, se per esempio un paziente ha problemi legati al sonno potrebbe ricorrere all’uso di melatonina o valeriana per riposare in modo più sereno.

Andando nello specifico ambito odontoiatrico, per preservare l’usura dello smalto dei denti e di conseguenza il sovraccarico di muscoli masticatori ed in genere si utilizza un bite, un apparecchio in resina dura con superficie piatta, realizzato a misura delle arcate dentarie del paziente, da utilizzare durante il sonno per impedire il contatto fra i denti e il conseguente digrignamento.

Se la parafunzione è connessa invece a malocclusioni dentali, l’odontoiatra indicherà al paziente quale strategia terapeutica è più corretto mettere in atto (per esempio una terapia ortodontica con apparecchio fisso o INVISALIGN che riallineando i denti risolve le problematiche di occlusione e il fastidio muscolare, oltre a rappresentare anche un elemento di estetica dentale, grazie al perfetto riallineamento). L’intervento dell’odontoiatra, per altro, è necessario anche per trattare gli eventuali danni ai denti provocati dallo stesso bruxismo.

Tra le figure professionali che possono collaborare con l’odontoiatra abbiamo lo psicologo o psicoterapeuta, che interviene con tecniche di rilassamento nei pazienti stressati o ansiosi.

Importantissima è la figura del fisioterapista di cui spesso ci serviamo per risolvere le contratture e le tensioni muscolari dovute al bruxismo prima di intervenire poi con la realizzazione del bite.

Il trattamento del bruxismo, pertanto, non è semplicissimo, poiché deve tenere in considerazione tutti i fattori che possono averne contribuito all’origine, richiedendo talvolta, quello che può essere definito come un approccio multidisciplinare.

Il bruxismo, fenomeno involontario che prevede il digrignare i denti, rappresenta una condizione abbastanza diffusa tra la popolazione, ma i rimedi efficaci sono tuttora oggetto di studio.

Per prima cosa, il paziente affetto da bruxismo deve sottoporsi a test per diagnosticare un eventuale patologia a carico della cavità orale: il problema potrebbe infatti derivare da alcune patologie (in genere condizioni psicologiche e disturbi della masticazione). In tal caso, il rimedio più efficace è rappresentato dalla cura, in primis, della malattia di base.

I bite solitamente devono essere duri, e realizzati ad hoc “su misura”: in quest’ultimo caso, il dentista procede con la rilevazione delle impronte dentarie del paziente, e la registrazione dei rapporti occlusali delle sue arcate provvedendo a modificarli con il bite se anomali.

Molto spesso i benefici apportati dall’utilizzo del bite sono quasi immediati, da taluni definiti “miracolosi”.

Questo presidio infatti lavora impedendo l’incastro tra le arcate dentarie perché quando i denti di notte cercano di venire a contatto incastrandosi tra di loro, non trovano solchi o cuspidi dei denti antagonisti, ma la superficie liscia del bite e pertanto ne impediscono la stretta, il paziente non stringe i denti e non contrae i muscoli, rilassandoli e trovandone benefici la mattina al risveglio.

Dottoressa Paola Falchetti

Titolare dello Studio Dentistico Dr.ssa Paola Falchetti di Roma San Giovanni.
Laureata con lode in Odontoiatria e Protesi dentaria nel 2007 presso l’Università “Cattolica del Sacro Cuore” di Roma.
È iscritta all’Albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma n. 5615.
Specializzata in Chirurgia Odontostomatologica nel 2011 presso l’Università “G.D’Annunzio” di Chieti.
Relatrice su metodiche implantari e ricostruttive collabora attivamente presso rinomati studi dentistici.

CV completo della Dottoressa Paola Falchetti
Dottoressa Paola Falchetti