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Alveolite Post Estrattiva: Una Complicanza Da Non Sottovalutare

Alveolite post estrattiva: una complicanza da non sottovalutare

Introduzione

L’alveolite post estrattiva è una particolare forma di infiammazione ossea che può manifestarsi in seguito a un intervento di estrazione, andando a colpire proprio l’alveolo dentale.

Quest’ultimo, altro non è che una cavità situata sulle ossa mascellari, e ha la specifica funzione di contenere e ancorare il singolo elemento dentale alla nostra bocca.

In seguito all’intervento, tale alveolo rimane temporaneamente scoperto e, in alcuni casi (fortunatamente si parla sempre di una percentuale assai limitata, ma possibile):

  • viene a mancare totalmente la formazione del classico coagulo di sangue;
  • si ha la formazione del coagulo, ma esso tarda a formarsi, consentendo la proliferazione di batteri all’interno della cavità scoperta;
  • il coagulo si forma ma si decompone subito dopo, lasciando scoperta la zona.

Parliamo, quindi, di una vera e propria anomalia che si genera nel classico processo di guarigione, e che deriva da un’alterazione nella coagulazione della ferita.

Come vedremo in questo approfondimento, l’alveolite post estrattiva è una condizione infiammatoria che non deve in alcun modo essere sottovalutata, onde evitare al paziente spiacevoli complicanze post-operatorie.

Fattori di rischio che contribuiscono alla formazione di alveolite post estrattiva

caso di paziente con alveolite secca o post estrattiva

Alveolite secca nelle donne

Conosciuta anche con il termine di alveolite secca o di osteite alveolare, questa problematica sembra che possa presentarsi con una maggiore frequenza nelle donne, per motivi ben precisi.

In particolare:

  • squilibri ormonali;
  • uso di pillole anticoncezionali;
  • elevata quantità di estrogeni nel sangue.

Queste sono tutte condizioni che possono incrementare le possibilità che si generi un’infezione come l’alveolite dentale.

Nella fattispecie, il fatto che la paziente presenti livelli di ormoni circolanti più elevati della media, potrebbe favorire una condizione di difficoltà nel riuscire a far guarire la ferita, provocata dall’estrazione, con una certa velocità.

Ma l’alveolite post estrattiva non può essere definita come un’esclusiva problematica del sesso femminile, tutt’altro!

Attenzione ai pazienti fumatori

Ci sono alcune tipologie di pazienti che risultano essere maggiormente a rischio.

In particolare sono i pazienti fumatori quelli che dovrebbero mostrare una certa cautela.

Questo perché, da precedenti studi, pare che l’assunzione di sostanze presenti nella sigaretta, come la nicotina, vada a ridurre notevolmente l’ossigeno che serve al tessuto (intaccato dall’operazione) per favorire un veloce processo di guarigione.

Di conseguenza, dovrebbe essere buona norma la riduzione (se non proprio lo stop completo, ove possibile) del consumo di sigarette, nel periodo che precede e sussegue a un intervento di estrazione dentale.

Alveolite post estrattiva come complicanza di interventi complessi

un dente del giudizio malposizionato può generare un caso di alveolite dentale

Non dimentichiamoci che un’alveolite secca è, a tutti gli effetti, una complicazione post estrattiva, e quindi può presentarsi con una maggiore frequenza, soprattutto in seguito a interventi particolarmente complessi.

Ci riferiamo, in particolar modo a:

Queste condizioni, evidentemente, predispongono il paziente a un più difficile percorso di recupero post-operatorio.

Ovviamente la loro estrazione, per quanto sia ormai da considerarsi un intervento di routine, non è mai un evento atraumatico per il paziente.

Elevata densità ossea e ridotta vascolarizzazione della zona, potrebbero favorire lo sviluppo di un’alveolite post estrattiva.

Altri fattori di rischio da considerare

Non dimentichiamoci, infine, che anche altre problematiche possono incidere sulla possibile formazione di una forma di alveolite secca.

Ci riferiamo soprattutto a pazienti immunodepressi (quindi pazienti in cui il sistema immunitario risulta essere meno efficace del solito, o tende proprio a non funzionare), ma non dimentichiamoci anche dei pazienti diabetici.

Anche l’età può, alla pari di patologie vere e proprie, rappresentare un fattore di rischio da tenere in considerazione.

Le complicanze post-operatorie possono sicuramente manifestarsi con maggior frequenza in questi casi, tant’è che si consiglia sempre di eseguire interventi di estrazione più complessa, come quella dei denti del giudizio, ancora in età giovane.

Casi molto più semplici, ma che fanno comprendere l’importanza delle sedute di igiene professionale, nonché la corretta igiene domestica, sono i pazienti che trascurano la pulizia dei loro denti.

In questo genere di pazienti, è molto più facile riscontrare la presenza di processi cariosi, ma anche complicanze come malattie parodontali o infiammazioni gengivali come le pericoroniti.

Inutile dire che tali complicanze possono predisporre il paziente stesso, che deve ricorrere a un intervento estrattivo, a un maggior rischio di formazione di casi di alveolite post estrattiva.

Sintomi che accompagnano un’alveolite post estrattiva

donna con infiammazione e dolore conseguente a caso di alveolite

Come abbiamo già anticipato, l’alveolite dentale viene generata da una decomposizione, o dalla mancanza di formazione di coagulo dopo l’estrazione del dente.

Proprio la mancanza di coagulo vero e proprio fa sì che sia possibile vedere a occhio nudo la cavità completamente vuota e priva di sangue (non a caso si parla anche di “alveolite secca”), con esposizione diretta dell’osso alveolare.

In tal caso, anche con un ritardo di formazione del coagulo, ci sono importanti possibilità che l’area tenda ad infiammarsi.

Quali problematiche potrebbero sorgere e farci allarmare?

I primi sintomi tendono a comparire già pochi giorni dopo l’estrazione dell’elemento dentale (circa 2-3 giorni, per arrivare fino a 1 settimana), contestualmente alla mancanza o decomposizione del coagulo di sangue.

Principalmente ci riferiamo a una sensazione di dolore, che:

  • inizialmente risulta essere localizzata sull’area di estrazione dentale;
  • può tendere, con il passare del tempo, a irradiarsi in altre zone, come orecchie, tempie, occhi e zona del collo e a diventare pulsante.

L’arrossamento e il gonfiore nell’area che risulta dolente (con l’alveolo che appare, in questi casi, di colorazione grigiastra), è sicuramente da considerarsi come un sintomo che accompagna la formazione di alveolite.

In alcuni casi, non è raro riscontrare anche una sgradevole sensazione di alito cattivo, associabile ai sintomi fin qui enunciati, oltre a un certo fastidio e dolore nella fase di masticazione del cibo.

Più rare sono le formazioni di pus nell’area interessata, ossia di secrezioni purulenti.

Qualora non si ricorresse a cure opportune, vi è il rischio che con il passare dei giorni si riscontri un allargamento dell’infezione, con febbre e possibile ingrossamento dei linfonodi.

Come si effettua una diagnosi di alveolite secca

un cavo orale con presenza di alveolite post estrattiva

Se questi sintomi si sono manifestati, sarà necessario richiedere un tempestivo consulto con il vostro dentista di fiducia.

Come già detto, una prima analisi sarà quella meramente visiva.

Sicuramente un occhio esperto saprà riconoscere che la parte incriminata, ossia la cavità alveolare:

  • risulta essere vuota, quindi senza alcuna presenza di coagulo che è già decaduto, oppure non si è formato in alcun modo;
  • appare di colore grigiastro;
  • presenta pareti ossee lucide ed è priva di tessuto di granulazione.

Ovviamente la sola analisi visiva non può consentire una diagnosi accurata.

In tal senso è opportuno eseguire:

  • una radiografia periapicale, utile a valutare se vi sono altre problematiche non riscontrate, come ascessi dentali o casi di granuloma periapicale;
  • una ortopanoramica 3D, che consente di ottenere una visione ben delineata di tutte le arcate dentali, oltre che la composizione del mascellare e della mandibola.

Alveolite: cura più indicata

Curare un caso di alveolite post estrattiva è senza dubbio possibile. Il dentista, solitamente, propende per la scelta di una tra le seguenti terapie.

Una prima possibilità prevede il lavaggio della ferita con una soluzione fisiologica sterile (in particolar modo rifamicina o clorexidina) che consentirà di mantenere l’area infiammata il più possibile pulita.

Esiste anche la cosiddetta tecnica del curettage alveolare.

un esempio grafico di curettage alveolare

Si esegue praticando una piccola anestesia locale, grattando con un apposito strumento l’area nella quale è presente l’infiammazione, per poter rimuovere eventuali depositi che si sono formati nella zona.

Allo stesso modo, grazie alla tecnica del curettage, si ha la possibilità di raschiare e creare (finalmente) quel coagulo sanguigno che proteggerà la camera alveolare dall’ingresso di microorganismi esterni o batteri, fino al completamento del processo di riformazione della gengiva.

Un’altra terapia per la cura dell’alveolite post estrattiva, prevede l’utilizzo di pomate a base di eugenolo (un composto aromatico oleoso, estratto da alcuni oli essenziali, come olio di chiodi di garofano, o dalla cannella), che aiutano a ridurre la problematica e l’annessa sintomatologia.

Per completare, non è raro che vengano prescritti anche i classici antidolorifici o antibiotici, qualora si ritenessero necessari per sfiammare la parte.

Conclusioni

Abbiamo visto come l’alveolite post estrattiva (o alveolite secca) sia una problematica tutt’altro da sottovalutare, che necessita di essere curata per tempo, prima che si possano aggravare i sintomi.

Anche per questo, si rende necessaria una corretta valutazione del caso specifico da parte del vostro odontoiatra di fiducia, che consentirà di scegliere la modalità di trattamento più consona.

In ogni caso, sottolineiamo con ancora con più forza come l’alveolite dentale possa essere prevenuta, ancor prima che curata:

  • mantenendo sempre una buona e costante igiene orale domestica;
  • programmando controlli atti a ripulire correttamente il cavo orale da residui di placca e tartaro;
  • preparando l’eventuale intervento di estrazione dentale al meglio (per esempio riducendo il consumo di sigarette, qualora fossimo fumatori particolarmente assidui) e seguendo i consigli dell’odontoiatra nella fase immediatamente successiva all’intervento.

Questo approfondimento sull’alveolite post estrattiva, realizzato dal team dello Studio Falchetti di Roma, è un modo per:

  • informare correttamente i pazienti su come questo processo infiammatorio non debba essere in alcun modo trascurato;
  • ricordare che può essere prevenuto mantenendo delle semplici e sane buone abitudini giornaliere.

Per valutare lo stato di salute generale del cavo orale, non dimenticate di richiedere un consulto medico presso la nostra clinica situata nel quartiere di Roma San Giovanni!

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Dottoressa Paola Falchetti

Titolare dello Studio Dentistico Dr.ssa Paola Falchetti di Roma San Giovanni.
Laureata con lode in Odontoiatria e Protesi dentaria nel 2007 presso l’Università “Cattolica del Sacro Cuore” di Roma.
È iscritta all’Albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma n. 5615.
Specializzata in Chirurgia Odontostomatologica nel 2011 presso l’Università “G.D’Annunzio” di Chieti.
Relatrice su metodiche implantari e ricostruttive collabora attivamente presso rinomati studi dentistici.

CV completo della Dottoressa Paola Falchetti
Dottoressa Paola Falchetti